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NEWSLETTER N. 69

LAVORO – Istruzione e formazione professionale, via maestra per l’occupazione giovanile nelle piccole imprese

Sono 23.247 gli iscritti ai percorsi offerti dal sistema duale, di cui 21.297 partecipano ad attività di istruzione e formazione professionale (IeFP) e 1.950 ai percorsi definiti ‘modulari’ cioè finalizzati al reingresso nella formazione.

Sono questi i numeri che emergono dal 5° Monitoraggio sullo stato di avanzamento del sistema duale italiano presentato oggi dal Ministero del Lavoro in occasione dell’incontro ‘Passo dopo passo: il duale verso la stabilizzazione’ cui hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro Giuliano Poletti e il Sottosegretario Luigi Bobba. Per Confartigianato è intervenuto Riccardo Giovani, Direttore delle Politiche sindacali e del lavoro.

Secondo la rivelazione presentata oggi, il maggior numero di iscritti (13.281) risiede al Nord; segue il Sud (5.374) e il centro (1.118). Dall’avvio della sperimentazione, a gennaio 2016, fino ad aprile scorso si registrano 10.612 assunzioni di apprendisti di primo livello e 1.120 apprendistati in alta formazione per ricerca. Primeggia il Nord (7.388 contratti), poi viene il Sud  (2.061) e infine il Centro (1.163).

“I positivi risultati della sperimentazione del sistema duale – ha sottolineato il Ministro Poletti – confermano la bontà della scelta di aver puntato su questo strumento che, insieme con l’alternanza scuola-lavoro, intende contribuire a risolvere il problema dello scarso raccordo tra formazione e mondo del lavoro e del mismatching tra domanda e offerta di profili professionali. Ora, per potenziare questa esperienza, un supporto importante viene dal decreto legislativo di revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, approvato ad aprile dal Governo, che pone le basi per un rafforzamento della filiera professionalizzante del sistema di istruzione e formazione, attraverso un assetto più coordinato delle competenze in capo al Ministero dell’Istruzione e alle Regioni”.

Per Riccardo Giovani, Direttore delle Politiche sindacali e del lavoro di Confartigianato, “l’istruzione e la formazione professionale sono uno strumento fondamentale per l’occupazione giovanile perchè consente di costruire le professionalità che servono in maniera più immediata e diretta alle piccole imprese. Occorre quindi agganciare sempre di più il duale con gli IeFP ma è altrettanto necessario affrontare alcune criticità: va infatti migliorato il coordinamento con le regioni, superato il gap Nord Sud,  modificare alcuni aspetti delle attuali normative (ad esempio le disposizioni riguardanti il lavoro notturno), ed eliminare intralci di carattere burocratico”.

RITRATTI DEL LAVORO – Paolo Penko e la secolare tradizione orafa fiorentina

Firenze è storia, arte e cultura, conoscenze e tradizioni che si tramandano da secoli e che sulle sponde dell’Arnohanno scritto uno dei capitoli più esaltanti dell’Umanità: il Rinascimento delle arti e delle scienze. Oggi, all’ombra della Cupola del Brunelleschi, lavora un maestro artigiano capace di fondere la gloriosa tradizione orafa fiorentina a un’innata propensione al futuro e all’innovazione.
Visitare la Bottega orafa di Paolo Penko diventa un vero e proprio viaggio nel tempo, che affonda le radici in una Firenze fatta di fiorini d’oro, usanze rinascimentali e detti popolari. Come “San Giovanni non vuole inganni” ad esempio, che in molti hanno sentito ma di cui pochi conoscono l’origine. San Giovanni Battista è il Patrono della città gigliata e “la sua immagine incisa sul retro dei fiorini d’oro indicava il marchio del battitore della Zecca e, di conseguenza, l’autenticità di quella moneta. Un potente simbolo economico e religioso della città – ci spiega Penko – offerto ai neonati con l’augurio di “un fiorino oggi per mille domani”.
Un motto che riecheggia ancora oggi nel lavoro quotidiano di un maestro artigiano che impegna un terzo della propria giornata a diffondere e a seminare la passione per l’oreficeria. “E’ importante promuovere l’arte orafa, soprattutto tra i più giovani, stimolarne le capacità manuali e la creatività nel disegnare un gioiello”, spiega questo appassionato artigiano, che ha incontrato l’arte orafa per caso e che continua a passare le notti a buttar giù bozzetti, idee e nuove forme da plasmare.
La bottega orafa Penko di Firenze cura ogni fase della lavorazione delle proprie creazioni, dal disegno alla fusione dell’oro, dalla lavorazione dei metalli alla scelta delle pietre, utilizzando strumenti e tecniche della tradizione toscana“Non siamo un museo, però, cerchiamo di innovare continuamente la nostra produzione, con forme e modelli che seguano l’evoluzione dei tempi – spiega – Già dieci anni fa abbiamo lanciato una linea di gioielli multimediali, integrando schermi di piccole dimensioni alle nostre creazioni, ben prima che la Apple lanciasse il suo orologio innovativo”, aggiunge Penko con il sorriso ironico di chi sa già cosa fare domani. “Presto avremo una sede più ampia e spaziosa e una presenza più massiccia sul web e sulle piattaforme di e-commerce, per conquistare nuovi mercati e fidelizzare i clienti stranieri”.
Il futuro della Bottega orafa Penko è assicurato. A Paolo e a sua moglie Beatrice, al figlio Alessandro, alla giovane apprendista Monica e “al vero boss dell’azienda, il nostro cane Fiorino”, presto si aggiungerà il secondo figlio, Riccardo, promettente studente del liceo artistico. “Spero di poter avere sempre più tempo da dedicare alla promozione di questo mestiere, alla trasmissione di conoscenze e tecniche di lavorazione che appartengono alla storia e alla cultura di questa città”, conclude Paolo Penko, che realizza la Croce di San Giovanni per la festa del Patrono e il Fiorino d’Oro della città di Firenze, il riconoscimento che ogni anno viene consegnato a “tutti coloro che abbiano contribuito a dare lustro alla città”, come si legge nel regolamento del riconoscimento. E se queste sono le motivazioni, verrebbe da pensare che una volta, quel premio, potrebbe essere consegnato proprio alla bottega dove viene plasmato.

Bottega orafa Penko

STUDI – Forte la tradizione artigiana nel Settore Moda, oltre la metà (55,4%) delle imprese sono artigiane. L’Italia è il primo paese esportatore del settore Moda in UE con 61 miliardi €. In Toscana e Veneto più alto export della Moda su valore aggiunto

Il Settore della Moda conta 141.523 imprese registrate che rappresentano il 2,3% del totale delle imprese. Oltre la metà (55,4%) delle imprese del settore, pari a 78.416 unità, sono artigiane, quota più che doppia rispetto al peso che l’artigianato ha sul totale delle imprese, pari al 22,0%.

Gli occupati del settore sono 510.314 e rappresentano il 3,1% degli occupati del totale delle imprese e si concentrano per il 90,2% nel TAC (Tessile, Abbigliamento e Calzature), pari a 460.304 addetti.

Nel comparto le piccole imprese rappresentano oltre i due terzi dell’occupazione (67,6% circa venti punti superiore alla media del 47,9% del Manifatturiero) e il 23,5% del fatturato viene realizzato conto terzi, dieci punti superiore alla media del 13,0% del Manifatturiero.

La stima del fatturato del sistema Moda è di 93.185 milioni di euro e nel 2017 torna a crescere con +2,9%, dato migliore dell’ultimo triennio, trainato dalla Gioielleria (6,6%) ma soprattutto dal miglioramento di Abbigliamento (5,4%) e Pelle (2,7%) rispetto all’anno precedente.

Sul fronte dell’artigianato, la quota media delle imprese del Settore della Moda sul totale artigianato è del 5,9%, quota che viene doppiata in Toscana (13,4%) e nelle Marche (11,5%) mentre le incidenze minori sono rilevate in Valle d’Aosta (2,6%), Trentino-Alto Adige (2,7%), Liguria e Friuli-Venezia Giulia (entrambe con il 2,9%).

A livello provinciale, le imprese artigiane del Settore della Moda rappresentano oltre il 30% dell’artigianato a Prato(39,9%) e Fermo (31,0%) ed una quota doppia rispetto alla media (5,9%) si supera ad Arezzo (16,6%), Firenze (16,5%), Macerata (12,9%) e Pistoia (12,0%).

Nel confronto europeo, l’Italia è il primo paese esportatore nel settore Moda con 61,1 miliardi (18,3% delle esportazioni dell’Ue a 28 del settore) seguita da Germania con 54,7 miliardi (16,4%), Belgio con 33,9 miliardi (10,1%), Francia con 33,6 miliardi (10,1%), Paesi Bassi con 29,7 miliardi (8,9%), Regno Unito con 22,7 miliardi (6,8%), Spagnacon 21,1 miliardi (6,3%), Irlanda con 10,6 miliardi (3,2%) e Polonia con 10,3 miliardi (3,1%).

Dall’analisi del grado di esposizione (calcolato come il rapporto tra le esportazioni nel Settore della Moda esteso e il valore aggiunto territoriale) è emerso che la regione con il grado maggiore è la Toscana con un rapporto del 12,04% seguita dal Veneto con l’11,33%; seguono con un grado minore di esposizione ma comunque superiore alla media (4,19%) le Marche con il 7,04%, l’Emilia Romagna con il 5,26%, il Piemonte con il 4,56% e la Lombardia con il 4,52%.

La provincia con il maggior grado di esposizione è Belluno dove le esportazioni rappresentano il 50,3% del valore aggiunto: un rapporto così alto rispetto alla media italiana del 4,19% è dovuto alla forte specializzazione della provincia nell’Occhialeria (il 95,7% delle esportazioni è rappresentato dal gruppo Ateco 2007 32.5-Occhialeria e altre forniture medico-dentistiche a cui appartiene il comparto). Le esportazioni del Settore della Moda esteso rappresentano oltre un quinto del proprio valore aggiunto a Biella (33,2%), Prato (31,3%), Arezzo (30,6%), Fermo(26,7%) e Vicenza (23,6%).

Nell’ultimo anno il made in Italy del Settore della Moda esteso è cresciuto dell’1,0%, considerando invece le esportazioni delle tredici principali regioni che rappresentano ognuna almeno lo 0,5% delle esportazioni del Settore della Moda, l’export in sette di queste è cresciuto ad un ritmo superiore alla media: in Abruzzo (10,1%), nel Lazio(7,5%), in Lombardia (6,1%), in Friuli-Venezia Giulia (5,1%), in Puglia (3,8%), in Emilia-Romagna (3,2%) e in Umbria (3,1%).

Un quadro territoriale completo del comparto nell’Elaborazione Flash “Moda: imprese, artigianato, occupazione e made in Italy”. Clicca qui per scaricarla.

 

 

QUOTA DELLE IMPRESE ARTIGIANE DEL SETTORE DELLA MODA SUL TOTALE ARTIGIANATO NELLE REGIONI

I trimestre 2017. Incidenze %, imprese registrate – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere

 

 

EXPORT DEL SETTORE DELLA MODA ESTESO E DEL TAC NEI MAGGIORI PAESI ESPORTATORI DELL’UE A 28

Anno 2016. Miliardi di euro. paesi>10 mld di euro export – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Eurostat

 

 

GRADO DI ESPOSIZIONE NEL SETTORE DELLA MODA ESTESO PER REGIONE

Anno 2016 per export e anno 2014 per valore aggiunto. Valori %. Ateco 2007. Il totale comprende Province n.c. – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

LE 28 PROVINCIE CON GRADO DI ESPOSIZIONE SUPERIORE ALLA MEDIA NEL SETTORE DELLA MODA ESTESO

Anno 2016 per export e anno 2014 per valore aggiunto. Valori %. Ateco 2007. Il totale comprende Province n.c. – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

ALIMENTARE – Al via l’Osservatorio alimentare: imprese e sindacati monitorano il settore

L’11 luglio si è svolto il primo incontro dell’Osservatorio Nazionale del settore alimentare previsto dall’art. 5 del contratto nazionale di lavoro dell’area alimentare e panificazione. Alla riunione hanno partecipato il Presidente di Confartigianato Alimentazione Massimo Rivoltini ed il Responsabile Arcangelo Roncacci.

I rappresentanti delle Organizzazioni artigiane e dei Sindacati hanno concordato sull’importanza dell’Osservatorio per tenere costantemente monitorato l’andamento del settore.

Il Presidente Rivoltini ha evidenziato, tra i compiti assegnati all’Osservatorio, quello di far conoscere in modo più approfondito presso le istituzioni pubbliche la realtà del mondo artigiano della produzione e trasformazione alimentare e il ruolo significativo svolto nel tramandare il saper fare tradizionale coniugandolo con gli aspetti dell’innovazione tecnologica. Questo anche al fine di orientare la legislazione sia nazionale che dell’Unione europeaalla dimensione di questo comparto.

Nel corso dell’incontro dell’11 luglio sono stati indicati alcuni temi centrali: il ruolo  della formazione continua e dell’aggiornamento professionale con particolare riferimento alle normative inerenti la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’evoluzione e le affinità con il comparto agroalimentare e le problematiche legate al fenomeno degli appalti e dei contoterzisti.

La prossima riunione dell’Osservatoria è prevista per il 21 settembre.

MODA – Dai ‘falsi’ danno di 9,9 mld per imprese italiane. Colpiti 78.400 artigiani con 205mila addetti

La moda italiana è la più bella del mondo ma anche la più ‘copiata’: un primato negativo, quello della contraffazione, che colpisce le nostre imprese del settore sottraendo loro 9,9 miliardi l’anno in termini di mancate vendite. I danni della contraffazione si riflettono anche sull’occupazione, impedendo alle imprese di creare 88.500 posti di lavoro.

A lanciare l’allarme è Confartigianato che oggi a Milano, nell’ambito della fiera della manifattura ‘Origin, Passion and Beliefs’, ha organizzato il convegno ‘La filiera della legalità’ durante il quale ha presentato un rapporto sul trend del settore della moda italiana e sulle minacce della contraffazione.

“I ‘falsi’ – sottolinea Fabio Pietrella, Presidente di Confartigianato Moda – colpiscono uno dei settori più vitali del made in Italy e ad altissima vocazione artigiana: nel fashion operano infatti 78.416 imprese artigiane (il 55,4% delle 141.523 aziende complessive del settore) che danno lavoro a 205.504 addetti (poco meno della metà dei 550.425 addetti totali)”.

Secondo la rilevazione di Confartigianato, a livello mondiale i ‘falsi’ nel settore della moda valgono 66,3 miliardi di euro e rappresentano il 32% di tutte le merci contraffatte.

L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo gli Usa, per il maggior danno alle imprese da violazione dei diritti di proprietà intellettuale derivante dalla contraffazione.

Tra il 2008 e il 2016, il 64% dei sequestri eseguiti in Italia riguarda proprio merci del settore moda, per un valore di 3,3 miliardi.

Cina, Turchia e Thailandia sono i primi tre Paesi da cui proviene la maggior parte delle merci ‘taroccate’ della moda destinate al mercato europeo e che transitano soprattutto a Hong Kong, Singapore e Iran. Dalla Cina, in particolare, arriva il 41,8% dei prodotti sequestrati nell’Unione europea nel 2015.

Ma il mercato del falso alimenta sommerso e attività illegali anche nel nostro Paese: quello della moda è infatti il settore manifatturiero con il maggior tasso di irregolarità, pari all’11,1%, dell’occupazione del settore.

Il commercio on line ha contribuito ad espandere il fenomeno dei falsi. In 5 anni infatti, nell’Unione europea, è aumentato dal 5,7% a quasi il 23% il valore dei sequestri di merce contraffatta spediti per posta e corriere espresso.

Dalla rilevazione di Confartigianato emerge che nel 2017 le aziende italiane della moda hanno fatto registrare la crescita del 2,9% del fatturato e contribuiscono a mantenere in attivo la nostra bilancia commerciale: lo scorso anno l’export italiano ha totalizzato 61 miliardi di euro, con un aumento dell’1% rispetto al 2015.

La tenuta sui mercati esteri è accompagnata da una ripresa dei consumi interni: la spesa degli italiani in abbigliamento e calzature è aumentata dello 0,4% tra il 2015 e il 2016, attestandosi ad una media per famiglia di 118 euro mensili per abbigliamento e calzature.

MOLISE – Confartigianato Molise punta sul tessile, un evento per rilanciare il settore

Il 10 luglio scorso, nel pittoresco Chiostro del Palazzo San Francesco di IserniaConfartigianato Molise ha organizzato una tavola rotonda per rilanciare il sistema moda regionale, uno dei pilastri dell’economia molisana. “Il sistema moda, nuova opportunità di sviluppo e di internazionalizzazione nelle aree di crisi” è stato il titolo dell’evento nazionale che ha riunito imprenditori del settore, rappresentanti delle Istituzioni e dell’Agenzia ICE, per dare nuovo slancio al sistema produttivo locale. “Guardiamo con grande attenzione ed entusiasmo all’attività che la federazione regionale sta mettendo in campo per il settore – ha detto Fabio Pietrella, Presidente di Confartigianato Moda – Il Molise è da sempre uno dei distretti più importanti di tutto il tessile italiano e oggi si respira un approccio costruttivo, perciò siamo qua, da Roma e da Milano, per ascoltare e proporre le nostre azioni ai dirigenti locali e agli imprenditori del territorio”“Bisogna tornare a fare impresa in maniera seria e organizzata – ha aggiunto Romolo D’Orazio, titolare di Modaimpresa e Presidente di Confartigianato Moda Molise – Bisogna fare rete e cogliere le opportunità offerte dal Sistema Confartigianato”. Un appuntamento cruciale per il settore, che ha fatto la gloria dell’economia molisana, “una vera  e propria eccellenza che oggi ha bisogno di idee, progetti e finanziamenti per rilanciare il tessuto produttivo locale – ha spiegato Francesco Toci, Presidente di Confartigianato Molise – Le linee guida del piano Industria 4.0 possono aiutare le nostre imprese a crescere e a portare la produzione molisana in tutto il mondo”.
Dal palco allestito nel Chiostro sono intervenuti anche il consigliere dell’ICE e delegato di Confartigianato all’internazionalizzazione, Giuseppe Mazzarella, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, Damiano Pietri, oltre al responsabile dell’Ufficio studi di Confartigianato, Enrico Quintavalle, che hanno parlati ad una platea piena in ogni ordine di posto, illustrando idee e animando un momento di confronto che vuole far tornare a splendere il settore, grazie alle reti tra imprese e all’innovazione tecnologica, di prodotto e di produzione.

CONCORRENZA – Rischio nuovi oneri per imprese da rafforzamento autorità Antitrust

Nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Attività produttive della Camera sulla proposta di direttivadel Parlamento europeo sul rafforzamento delle autorità AntitrustRete Imprese Italia, pur comprendendo la finalità di garantire un’applicazione omogenea della disciplina europea in materia di concorrenza per assicurare parità di trattamento e condizioni concorrenziali uguali a tutte le imprese che operano nello spazio dell’Ue, ha espresso forti perplessità rispetto al provvedimento evidenziando, in particolare, alcuni aspetti critici della proposta nella sua attuale formulazione.

La prima criticità – secondo Rete Imprese Italia- è che il finanziamento delle autorità Antitrust non deve in alcun modo comportare nuovi aggravi diretti o indiretti a carico delle imprese; inoltre, l’affidamento di più incisivi poteri alle autorità Antitrust dovrebbe sempre essere accompagnato da una valutazione dell’autorità giudiziaria prima dell’assunzione di qualunque provvedimento sanzionatorio. Infine, non risulta condivisibile l’introduzione di impropri meccanismi di solidarietà tra associazioni ed imprese aderenti.

Il rischio – conclude Rete Imprese Italia – è che, senza opportuni correttivi, si finisca per attribuire ad una autorità indipendente poteri paragiurisdizionali molto penetranti e di dubbia compatibilità con l’ordinamento giuridico nazionale impattando, dal punto di vista sanzionatorio, in maniera eccessiva e sproporzionata sulle imprese e sulle associazioni di imprese.

EXPORT – Opportunità di business a Miami per le imprese del settore arredo casa

C’è tempo fino al 28 luglio per inviare la propria candidatura all’Italian Luxury Interiors di Miami del 3 e 4 ottobre prossimi. Organizzato all’interno dell’International Contemporary Furniture Fair, il più importante evento del Nord America dedicato all’arredo e al design, lo spazio dedicato al made in Italy ospiterà la produzione d’eccellenza di tante piccole imprese italiane del settore.
Per inviare la propria candidatura basterà inviare il modulo di adesione all’indirizzo: arredamento.artigianato@ice.it.
Un’occasione di business e di conquista di nuovi mercati importanti, che Confartigianato organizza con l’Agenzia ICEper far decollare le esportazioni della piccola impresa italiana

SICILIA – Confartigianato Sicilia e Agenzia ICE insieme per l’export delle imprese siciliane

La sede di Confartigianato Palermo ha ospitato il seminario di formazione imprenditoriale del settore agroalimentare per l’export e l’internazionalizzazione, organizzato in collaborazione con l’Agenzia ICE. Un momento di confronto e informazione sui tanti possibili sviluppi creati dall’esportazione dell’eccellenza agroalimentare “made in Sicilia” nel mondo. Il marketing per i mercati internazionali e l’importanza della valorizzazione del marchio e del territorio di provenienza, sono questi i principali temi trattati per offrire agli imprenditori associati nuovi strumenti per far crescere il fatturato dell’azienda e per portare i propri prodotti su nuovi mercati, soprattutto Germania, Corea del Sud, Romania e Serbia.

VENEZIA – L’orgoglio veneziano sfila per i canali, Confartigianato in prima fila per la tutela delle tradizioni lagunari

Duemila veneziani e più di 40 associazioni in corteo contro l’abbandono del centro storico di Venezia e la trasformazione della laguna in un centro commerciale a cielo aperto. A sfilare c’era anche Confartigianato Venezia, per denunciare la lenta ma inesorabile scomparsa delle botteghe artigiane, delle tradizioni e dell’economia territoriale veneziana, schiacciata da souvenir a basso costo e commercio internazionale di scarsa qualità.
Il 2 luglio scorso, più di 2mila veneziani e 40 associazioni cittadine, culturali e di categoria hanno sfilato per i canali della laguna, contro la lenta scomparsa delle tradizioni, della cultura e dell’artigianato di Venezia“Mi no vado via” è stato il nome della manifestazione, per rivendicare l’orgoglio di restare a vivere a Venezia ma, soprattutto, di continuare a far vivere Venezia.
Una battaglia su cui l’associazione territoriale di Confartigianato si è sempre battuta, per valorizzare le lavorazioni tipiche della laguna e il ricco patrimonio culturale di Venezia e dintorni. Oggi, la città sta rivendicando politiche e iniziative che valorizzino il centro storico e l’economia del territorio, che riescano a contrastare il caro affitti per le attività commerciali e il mercato residenziale. Soprattutto, però, che tornino a far pulsare il cuore di Venezia.

 

STUDI – A maggio 2017 cresce occupazione (+0,6%), ma è in ritardo ripresa lavoro indipendente (-3,1%). Il tasso occupazione ha recuperato il 65% del divario tra il minimo del 2013 e massimo pre-crisi

Secondo gli ultimi dati disponibili a maggio 2017 l’occupazione in Italia risulta in salita di 141 mila unità rispetto ad un anno prima, pari ad un aumento tendenziale dello 0,6%.

La fase di ripresa del mercato del lavoro non include il lavoro indipendente: la crescita dell’occupazione persiste tutta nei dipendenti che negli ultimi dodici mesi salgono di 313 mila unità, pari al +1,8%, mentre accentua il calo il lavoro indipendente che è di 172 mila unità pari al una riduzione del 3,1%: era dalla Grande crisi del 2009 che non si registrava un calo percentuale così marcato del lavoro autonomo. L’analisi di dettaglio delle posizioni di lavoro, resa possibile dai dati trimestrali, evidenzia che al primo trimestre 2017 imprenditori e lavoratori autonomi con dipendenti che registrano un calo del 4,3% mentre le altre posizioni indipendenti registrano una crescita dell’1,2%. La crisi del lavoro indipendente è evidenziata nella relazione del Presidente Merletti all’Assemblea del 20 giugno scorsoin cui si denunciava, dal 2007, una perdita di 534 mila occupati indipendenti.

Nell’ambito del lavoro dipendente più accentuata la crescita del lavoro a termine (+199 mila unità pari al +8,2%) rispetto al lavoro dipendente permanente (+114 mila unità pari al +0,8%).

Sempre a maggio 2017 si registra una riduzione dei disoccupati (-1,8%, pari a -55 mila unità) che colloca il tasso di disoccupazione all’11,3%, in calo di 0,3 punti su base annua; nello stesso periodo nell’Eurozona la disoccupazione scende più decisamente (-0,9 punti) arrivando al 9,3%, con un gap tra Italia ed Eurozona di 2,0 punti percentuali, più ampio di 0,6 punti rispetto ad un anno prima, ma in lieve riduzione rispetto ai livelli massimi di gennaio 2017 quando il divario era di 2,2 punti.

Il tasso di occupazione è al 57,7%, migliora di 0,3 punti nell’ultimo anno ed è 2,3 punti superiore al minimo di settembre 2013 pur rimanendo inferiore di 1,3 punti al massimo pre crisi di aprile 2008; se consideriamo la distanza che intercorre tra il minimo del tasso di occupazione (55,3% a settembre 2013) ed il massimo (58,9% di aprile 2008), pari a 3,6 punti, a maggio 2017 il tasso di occupazione ha recuperato il 65% dell’intera distanza. Nonostante il miglioramento dell’ultimo triennio, va sempre tenuto presente che nel primo trimestre 2017 l’Italia si colloca al terz’ultimo posto nell’Unione a 28 per rapporto tra occupati e popolazione, davanti solo a Croazia e Grecia.

Il mercato del lavoro nell’ultimo biennio si è indirizzato su un sentiero di crescita, ma la domanda va sostenuta a fronte di effetti negativi prolungati nel tempo dei due cicli recessivi (2008-2009 e 2012-2013): se utilizziamo la serie storica del tasso di occupazione indicato nel quadro programmatico del DEF 2017 dello scorso aprile si osserva che il rapporto tra occupati e popolazione tornerà solo nel 2019 al di sopra del livello massimo pre-crisi del 2008, certificando i caratteri di una crisi epocale, i cui effetti sul mercato del lavoro dureranno undici anni.

Un approfondimento delle dinamiche del mercato del lavoro nel 12° Rapporto presentato all’Assembla di Confartigianato. Clicca qui per scaricarlo.

TORINO – Al via LabCube: innovazione 3D per il futuro delle imprese artigiane

 

Artigianato+progettazione+innovazione digitale=Labcube. Ecco il progetto lanciato il 29 giugno a Torino da Confartigianato insieme con Camera di commercioFabLab Torino e Turn Design Community.

L’idea è semplice ma al tempo stesso rivoluzionaria: mettere a lavorare in squadra artigiani, designer, makers per realizzare prodotti e servizi ad alto tasso di artigianalità e di innovazione tecnologica.

Il tutto diventa un concorso che, appunto, è stato presentato il 29 giugno nel capoluogo piemontese in occasione della Giornata mondiale del disegno industriale.

Oltre cento addetti ai lavori tra artigiani, designer, makers hanno partecipato alla giornata formativa del progetto che nasce per favorire lo scambio di saperi e di competenze. Quelli artigiani e quelle più innovativi, come ad esempio la modellazione tridimensionale, la robotica, l’intelligenza artificiale.

Per partecipare al concorso c’è tempo fino al 12 luglio. Poi gli iscritti verranno scelti e organizzati in gruppi di lavoro che dovranno progettare prodotti e servizi ibridi.

Una giuria selezionerà 10 progetti i cui prototipi saranno realizzati gratuitamente ed esposti in mostra nel mese di ottobre, in occasione della 30° assemblea generale della Organizzazione mondiale del Design.

Insomma, con Labcube, Confartigianato Torino è pronta ad accettare la sfida della rivoluzione digitale e della collaborazione in rete per portare le imprese artigiane nell’economia del futuro.

Claudio RizzoloVice Presidente di Confartigianato Torino, sottolinea: “Il mondo cambia e noi non possiamo aspettare e stare a guardare. L’imprenditore artigiano sarà uno dei più pronti a cogliere le nuove opportunità perchè è proprio nell’animo artigiano la capacità di adattamento continuo alle nuove situazioni”.

 

CONTRAFFAZIONE – Cresce la minaccia dei ‘falsi’. Italian sounding vale 54 miliardi

Dal cibo agli abiti all’elettronica. I falsi sono ovunque e nel commercio internazionale valgono qualcosa come 355 miliardi di euro. In questi anni l’Italia ha conquistato un triste primato: siamo il secondo Paese al mondo per la maggiore contraffazione subitaAbbiamo una quota di sequestri di merci taroccate pari al 14,6%, ci battono soltanto gli Stati Uniti con il 19,5%.

L’allarme arriva da Confartigianato che, in un’analisi dell’Ufficio studi, ha misurato l’escalation del fenomeno della contraffazione sul nostro mercato.

Un exploit sempre più preoccupante e gli imprenditori artigiani sono tra le principali vittime. Secondo Confartigianato, il 20% degli artigiani manifatturieri subisce pesanti danni dal fenomeno della contraffazione. Che per espandersi sfrutta il commercio on line: in 5 anni infatti, nell’Unione europea, i sequestri di merce contraffatta scambiati sul web sono aumentati dal 5,7% a quasi il 23%.

Se i falsi invadono il mercato anche via web, i prodotti più copiati sono quelli a indicazione geografica protetta: In Europa questo mercato di merci taroccate vale oltre 4 miliardi e, solo in Italia, ben 682 milioni di euro.

Le brutte copie dei prodotti spacciati come italiani, il cosiddetto Italian Sounding, mettono in moto un giro d’affari annuo di 54 miliardi di euro. In pratica, Confartigianato segnala che due prodotti su tre venduti nel mondo sono solo apparentemente italiani.

Di fronte a questa emergenza, Confartigianato è impegnata con numerose iniziative per difendere imprese e consumatori e per promuovere la qualità dei veri prodotti italiani.

Il 12 luglio, ad esempio, nell’ambito della fiera della manifattura italiana ‘Origin, Passion&Biliefs’ che si svolge a Rho Fiera a Milano, organizza un convegno proprio sulla filiera della legalità nella moda. Verrà approfondito il tema della riforma dei reati in materia di lavoro nero e contraffazione nel settore della moda.

Intanto anche il Governo si muove con una serie attività. Il Consiglio Nazionale Anti contraffazione, istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, ha varato il Piano strategico 2017-2018 che coinvolge anche le organizzazioni delle imprese, tra le quali Confartigianato, proprio per combattere il mercato dei falsi.

SERRAMENTI – No al low cost: sul mercato vince la professionalità artigiana

Lavorare in profondità sui processi aziendali per ridurre a zero gli errori nelle fasi di progettazione, costruzione e posa del serramento. Fare tesoro dell’esperienza degli esperti. Affrontare di petto la progettazione e la realizzazione di una posa che mantenga a lungo nel tempo le prestazioni dei serramenti esterni, alla luce dei cambiamenti della nostra edilizia e a fronte di un cliente finale più conscio dei propri diritti e, grazie al web, sempre più informato. Evitare di entrare nel terreno delle competenze di altri, sia nella progettazione che nella posa. Conoscere bene le norme …per non parlarne più. E parlare invece sempre più di professionalità di aziende e operatori e di strumenti per accrescere il valore del prodotto serramento in un’epoca in cui il low cost potrebbe sembrare averla vinta.
Queste, in sintesi, le conclusioni della giornata del Forum Serramenti svoltosi il 29 giugno a Bologna. Tra i partecipanti, oltre un centinaio, opinion leader del settore, serramentisti e rivenditori, e i rappresentanti di Confartigianato, Organizzazione partner dell’evento: Giovanni Battista Sarnico, Presidente di Confartigianato Legno e Arredo, e Samuele Broglio Delegato di Confartigianato Imprese alla normazione.

Il Forum di Primavera consolida la sua identità di manifestazione del settore che fa il punto annualmente sui cambiamenti normativi e legislativi in corso che sono sempre più frequenti e che incidono in maniera crescente sull’assetto del settore. È il caso delle norme sulla posa che stanno già facendo la differenza e che purtroppo sono poco conosciute: dalla rinnovata UNI 10818, tema caro a Broglio, alla nuova 11673-1 sulla progettazione del nodo di posa, argomento di Mora, relatore della norma in sede UNI. Sempre in attesa della parte 2 della UNI 11673 dedicata alla qualificazione degli operatori e dell’ancora lontana parte terza destinata alle verifiche in cantiere. E aspettando la prossima UNI 11296 intitolata “Acustica in edilizia – Posa in opera di serramenti e altri componenti di facciata – Criteri finalizzati all’ottimizzazione dell’isolamento acustico di facciata dal rumore esterno”, come ha annunciato Rita D’Alessandro, relatore della norma.
L’imminente pubblicazione del decreto sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione è stata la leva per una riflessione a tutto campo sul Regolamento n. 305/2011 che regola la materia a livello comunitario con focus sulle deroghe, le microimprese e le non conformità formali e sostanziali. Uno dei tratti salienti del decreto è il regime sanzionatorio materia per un’animata tavola rotonda cui ha preso parte Samuele Broglio. Tanti i temi emersi: chi ha messo in valore il proprio sistema di qualificazione di posa, chi ha evidenziato le criticità del decreto, le assicurazioni, l’eccesso di dibattito e di attenzione sulle norme (che però pochi conoscono) e il vero problema di tutto e di tutti: la creazione del valore per il produttore e il rivenditore.
Il prossimo appuntamento è a Verona il 23 novembre per il Forum Serramenti di Autunno, una giornata che sarà all’insegna di Innovazione, Marketing e Mercato.

TG@ – Sette giorni di notizie con Confartigianato

TG@ è il web tg di Confartigianato Imprese, una settimana di notizie e approfondimenti sull’artigianato italiano. In questa edizione [clicca qui], gli allarmanti dati sulla contraffazione in Italia, la selezione delle imprese dell’arredo casaper la fiera “Italian Luxury Interiors” di Miami, la manifestazione di Venezia contro l’abbandono della laguna, il seminario di formazione sull’export di Confartigianato Sicilia e la presentazione di Lab3, l’evento torinese per la formazione di grafici, designer e progettisti.

Segui questa e tutte le puntate del TG@ di Confartigianato sul nostro canale YouTube

RAVENNA – Con ‘ArtInFashion’ in passerella la creatività artigiana made in Italy

Domenica 16 luglio, alle ore 21, nello splendido salotto di viale Gramsci a Milano Marittima, si svolgerà l’evento ArtInFashion, organizzato da Confartigianato della Provincia di Ravenna in collaborazione con Confartigianato nazionale e Confartigianato Moda.

ArtInFashion manda in scena un mix di arte e artigianato: protagoniste le creazioni di cinque ditte emiliano-romagnole, Artico (Bologna), Ernesto (Parma), Le Fate (Carpi), Pellicceria Magnani (Forlì), Caterina Lucchi (Cesena), che presenteranno le loro collezioni autunno inverno 2017/2018 dedicate alla moda uomo e donna. La musica accompagnerà le modelle come filo conduttore e parte integrante della sfilata, rappresentando la creatività e l’abilità di trasformare il tessuto in abiti che acquistano la loro sonorità attraverso il movimento del corpo. La ‘colonna sonora’ dell’evento è di Matthew Lee, uno straordinario pianista e cantante definito il fenomeno italiano del rocknroll. ArtInFashion vuole diventare un vero e proprio appuntamento per chi ama frequentare gli eventi glamour della moda italiana. Confartigianato intende infatti valorizzare le imprese produttrici del Made in Italy e sfruttare le potenzialità offerte dai territori, soprattutto quelli di maggior attrattività turistica. La location di Milano Marittima si presta quindi alla perfezione ad ospitare questa sfilata di moda aperta al pubblico. Nel pomeriggio a partire dalle ore 18.30 presso il locale Vanquish le allieve della scuola Obiettivo Bellezza by Form.Art truccheranno gratuitamente le passanti. L’evento è realizzato grazie al patrocinio e contributo del Comune di Cervia, della Camera di Commercio e Artigianato di Ravenna e della Scuola di formazione regionale Formart.

COSTRUZIONI – 2 milioni di case italiane a rischio. Allarme Confartigianato. La rassegna stampa

Il crollo della palazzina a Torre Annunziata con il tragico bilancio di 8 vittime ha riportato d’attualità il tema della sicurezza degli edifici. Quanto avvenuto in provincia di Napoli è l’ennesima drammatica conferma di una situazione critica e purtroppo molto diffusa in Italia: oltre 2 milioni di case in tutto il Paese sono vecchie e in cattivo stato.
L’allarme arriva da Confartigianato che ha censito le condizioni del patrimonio abitativo italiano. Ne emerge un quadro preoccupante. 2.051.808 di edifici residenziali, pari al 16,8% del totale, sono in mediocre o pessimo stato di conservazione. Una percentuale che sale al 21,1% per gli edifici costruiti prima del 1981, mentre la quota di riduce al 4,7% per gli edifici nati tra il 1981 e il 2011.

In pratica, 1/5 delle case italiane è vecchio e in cattive condizioni. Secondo l’analisi condotta da Confartigianato la situazione è più grave nel Mezzogiorno dove sono più numerose le case malmesse. Il record negativo si registra in Calabria con il 26,8% del totale degli edifici residenziali in mediocre-pessimo stato di conservazione. Seguono la Sicilia, con una quota del 26,2%, e la Basilicata con il 22,3%. Le cose vanno decisamente meglio in Umbria e in Trentino Aldo Adige, regioni in cui la quota di case in cattive condizioni è la più bassa d’Italia e si limita al 10,7% del totale. Segue la Toscana, dove la quota sale all’11,5%.

A livello provinciale il primato negativo va a Vibo Valentia dove è più diffuso il cattivo stato delle case (31,4% del totale), seguita da Reggio Calabria (31,3%) e Catanzaro (25,8%). Al capo opposto della classifica le provincie più ‘virtuose’ sono Prato (8,2%), Bolzano (8,5) e Siena (8,5%).

In totale in Italia si contano 12.187.698 edifici residenziali – l’84,3% degli edifici totali – con 31.208.161 abitazioni. Gli edifici comprendono case unifamiliari, ville, villette, case a schiera, palazzine in complessi residenziali e condomini o palazzine con negozi o sedi di attività economiche in genere a piano strada. I tre quarti (74,1%) degli edifici residenziali italiani sono stati costruiti prima del 1981 ed hanno quindi 35 anni ed oltre di vita, mentre le realizzazioni più recenti sono il rimanente 25,9%.

L’allarme lanciato da Confartigianato è stato rilanciato da quotidiani, tv e radio, anche con interviste al Segretario Generale di Confartigianato Cesare Fumagalli.

Di seguito la rassegna stampa sull’argomento.

QUOTIDIANI

La Repubblica – Due milioni di case a rischio. Clicca QUI per leggere gli articoli

RADIO E TELEVISIONI

10/07/2017 RADIO UNO 
RADIO ANCH’IO – 08.30 – Durata: 00.24.52
Conduttore: ZANCHINI GIORGIO
Edilizia. Dopo l’episodio del crollo della palazzina di Torre Annunziata (NA) il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio lanciato la proposta dell’obbligatorietà del certificato di stabilità degli edifici. Il punto della situazione Ospiti: Cesare Fumagalli (Segretario Generale Confartigianato); Armando Zambrano (Pres. Cons. Nazionale Ingegneri); Giorgio Spaziani Testa (Pres. Confedilizia); Gianvito Graziano (Pres. Consiglio Nazionale Geologi).
Clicca QUI per ascoltare il servizio

10/07/2017 SKY TG24 
DENTRO I FATTI – 10.00 – Durata: 00.01.24
Conduttore: SALUZZI PAOLA
Titolo: Chi ha colpe paghi -Torre Annunziata. Il crollo della palazzina. La condizione degli edifici in Italia. Presentati in studio i dati di Confartigianato e Istat sui fabbricati italiani. Clicca QUI per vedere il servizio

10/07/2017 RAI 3 
AGORA’ ESTATE – 08.00 – Durata: 00.00.59
Conduttore: BORTONE SERENA
Edilizia. Secondo uno studio di Confartigianato in Italia oltre 2mln di case sono vecchie e in cattivo stato.  Clicca QUIper vedere il servizio

09/07/2017 RAI 1 
TG1 – 20.00 – Durata: 00.01.42
Servizio di: PROIETTI CATERINA
Edilizia. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio propone di introdurre nella prossima legge di stabilità una certificazione statica per garantire la sicurezza dei fabbricati. In onda dati Confartigianato. Clicca QUI per vedere il servizio

08/07/2017 RAI 3 
TG3 – 19.00 – Durata: 00.01.59
Servizio di: PATRIGNANI LUCA
Infrastrutture. Secondo quanto dichiarato da Confartigianato, nel nostro paese ci sono circa 2 milioni di case in pessime condizioni. Molte le abitazioni che non sono mai state ristrutturate. Intervista Cesare Fumagalli (Segretario Generale Confartigianato)
Clicca QUI per vedere il servizio

08/07/2017 TV 2000
Servizio di: FARCI MARIA SARA
Torre Annunziata (NA). Crollo palazzina. Si torna a parlare del fascicolo di fabbricato. 2 milioni di case a rischio secondo Istat e Confartigianato.
Clicca  QUI per vedere il servizio

08/07/2017 RAI 1
TG1 – 08.00 – Durata: 00.01.40
Servizio di: MALARA GIUSEPPE
Sicurezza immobili. Rapporto Confartigianato – Istat. Sono oltre 2 milioni gli edifici residenziali in Italia in mediocre o cattivo stato di manutenzione con il record in Sicilia e in Calabria.
Clicca QUI per vedere il servizio

07/07/2017 RETE 4
TG4 – 18.55 – Durata: 00.01.38
Servizio di: PETRONIO DILETTA
Sicurezza infrastrutture. Dopo il crollo del palazzo a Torre Annunziata si riapre il tema dell’edilizia in Italia: quadro desolante secondo la Confartigianato. Sud penalizzato.
Clicca QUI per vedere il servizio

07/07/2017 RAI 2
TG2 – 13.00 – Durata: 00.01.26
Servizio di: MIGNOSI OLIMPIA
Cronaca. Crollo palazzina a Torre Annunziata (NA): possibili segnali di avvertimento prima del cedimento strutturale di un edificio. – Secondo indagine Confartigianato il 17% degli edifici residenziali in Italia sono a rischio.
Clicca QUI qui per vedere il servizio

ROMA – Confartigianato fa il punto sul futuro dell’autoriparazione

Il C.A.R. (Consorzio Auto Riparatori Roma), aderente a Confartigianato Imprese Roma, ha organizzato il 24 giugno il convegno su “Il futuro dell’Autoriparazione, tra sicurezza stradale e opportunità di lavoro”. Si è trattato di un appuntamento importante in un momento di profondo cambiamento del settore sia sotto il profilo tecnologico che della qualificazione professionale. I lavori, coordinati dal segretario provinciale di Confartigianato Roma Lorenzo Caricchio, si sono aperti con la relazione del presidente del CAR e vice Presidente di Confartigianato Imprese Roma Francesco Mea che ha affermato: “Con questo evento vogliamo riaffermare i valori del nostro lavoro, che non sono solo economici, ma anche etici e di servizio al prossimo. Riscoprire il senso di appartenenza alla Confartigianato, che, con l’Assemblea del 20 giugno scorso ha dato prova della sua forza e della sua capacità di rappresentanza di tutte le categorie del mondo della piccola impresa diffuse su tutto il territorio nazionale.  Molte sono, infatti, le scadenze prossime delle quali bisogna essere a conoscenzaMi riferisco in particolare a quella che non esito a definire una rivoluzione copernicana del settore dell’autoriparazione che trasforma i meccanici motoristi e gli elettrauto in meccatronici, richiedendo loro una nuova qualificazione professionale per l’esercizio dell’attività.  L’eccesso di burocrazia nei confronti delle nostre imprese in particolare ci appesantisce di costi insostenibili ed inutili e ci costringe a lavorare spesse volte sotto pagati ”.

Al Convegno sono intervenuti Antonio Miele, Delegato alle relazioni istituzionali di Confartigianato Autoriparazione, Claudio Piazza, Delegato nazionale Confartigianato auto impianti gpl metano per autotrazioni, il Presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti e il vice presidente della Commissione Ambiente del Comune di Roma Davide Bordoni.

Il Presidente di Confartigianato Imprese Roma Mauro Mannocchi ha concluso il convegno dichiarando, fra le altre cose: “Affinchè il mondo dell’autoriparazione, comparto strategico per una città come Roma, possa tener testa al grande cambiamento in atto , occorre un piano di incentivi da parte delle istituzioni per consentire agli operatori del settore di avere facile accesso alle nuove tecnologie sia  attraverso il  credito agevolato per l’acquisizione di nuove attrezzature che di processi formativi di aggiornamento non costosi: solo così, fra l’altro, si potrà garantire servizi  adeguati ed efficaci di controllo e revisione degli automezzi circolanti.”. Il ricavato del pranzo sociale tenutosi al termine del convegno è stato devoluto per contribuire alla ricostruzione della frazione di Preta nel comune di Amatrice, distrutta dal terremoto dello scorso agosto.

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