ORAFI -‘Compro oro’, la battaglia di Confartigianato continua

l 5 luglio è entrato in vigore il decreto legislativo sui ‘compro oro’. La normativa è stata fortemente contestata da Confartigianato perché include anche gli orafi artigiani tra i soggetti che devono rispettare i rigorosi obblighi imposti a chi svolge soltanto attività di compravenditadi metalli e oggetti preziosi. A preoccupare le imprese è anche la fase applicativa delle nuove normeConfartigianato è quindi intervenuta presso il Ministero delle Finanze-Dipartimento del Tesoro, e ha ottenuto indicazioni sui prossimi passi dell’iter attuativo. Il decreto legislativo in vigore dal 5 luglio prevede infatti che da questa data decorreranno tre mesi entro i quali il Ministero dell’Economia dovrà adottare un apposito decreto con le modalità di invio dei dati e di alimentazione del Registro al quale dovranno iscriversi gli operatori ‘compro oro’.
Una volta entrato in vigore il decreto ministeriale, l’OAM – Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi – avrà a disposizione altri tre mesi per avviare la gestione del Registro. Nel frattempo Confartigianato continua a denunciare l’assurdità del provvedimento che carica gli orafi artigiani di nuovi, costosi e complicati adempimenti. Durante il dibattito parlamentare che ha preceduto l’emanazione del decreto, il Presidente di Confartigianato Orafi, Andrea Boldi, è intervenuto in audizione alla Camera e al Senato proprio per chiedere sì una legge che disciplinasse i compro oro, ma senza caricare di nuova burocrazia gli orafi artigiani che svolgono attività di compravendita di oro usato soltanto in forma marginale e occasionale.
Una posizione quella di Confartigianato, accolta e condivisa dalle Commissioni di Camera e Senato. Ma alla fine ha prevalso la linea dura e il nuovo decreto assesta un brutto colpo al settore dell’oreficeria artigiana. Ora però Confartigianato continua la battaglia sia per monitorare gli effetti sulle imprese delle parti del decreto già in vigore sia per modificare il decreto stesso eliminando il carico di adempimenti sugli orafi artigiani.

RITRATTI DEL LAVORO – Le coltivazioni biologiche hi-tech della Ferrari Farm

Sulle rive del Lago del Salto, nel cuore del Cicolano, quel lembo di terra che dalla provincia di Rieti si insinua in Abruzzo fino ai piedi del Monte Velino, la Ferrari Farm sta rivoluzionando le coltivazioni biologiche, sfruttando serre e tecniche di lavorazione ad alto tasso di innovazione, uniche in tutta Europa. Serre idroponiche, ermetiche e asettiche contro le contaminazioni esterne e della terra stessa, computerizzate e capaci di creare condizioni ideali di coltura in qualsiasi luogo“dal Polo Nord all’equatore, volendo anche su Marte. Le nostre serre hanno ricette elettroniche di coltivazione che permettono al computer di gestire la crescita delle piante nelle migliori condizioni climatiche e di irrigazione, dalla semina fino all’ultimo giorno di vita”, ci spiega Giorgia Pontetti, ingegnere elettronico “vocata all’agricoltura. Sono cresciuta tra campi e orti in una famiglia di contadini”, come sottolinea con un sorriso.
Oggi, insieme al padre Antonio e alla sorella Valentina, Giorgia fa della Ferrari Farm una delle realtà più innovative e tecnologiche di tutta Italia, che fa coltivazioni in serre e in pieno campo, ottenendo frutta e verdura biologica di primissima qualità, ideale anche per chi ha problemi di allergie e intolleranze. “I nostri prodotti sono privi di nichel e metalli pesanti, non hanno patogeni e parassiti presenti naturalmente nella terra. Togliendo la terra e sterilizzando l’acqua e l’aria delle serre, siamo sicuri della purezza dei nostri prodotti e possiamo coltivare in ogni condizione. Anche qui nel Cicolano, dove raggiungiamo i -20° in inverno e i 40° in estate”, continua Giorgia.
La Ferrari Farm coniuga tecniche di coltivazione molto antiche, “la coltivazione idroponica veniva utilizzata già dai maya e dai babilonesi”, a tecnologie capaci di far crescere le piante di pomodoro fino ai 20 metri d’altezza, riducendo anche i consumi e l’impatto ambientale delle coltivazioni. Il nutrimento delle piante, infatti, arriva dalla miscelazione dell’acqua con sali minerali e concimi alimentari naturali e data dal computer alle piante“Passiamo dalle 40 irrigazioni al giorno nei periodi più caldi alle 2-3 di inizio autunno. Nel momento di massima irrigazione, arriviamo ad alimentare una serra con 125 litri di acqua, una quantità che in pieno campo non sarebbe neanche ipotizzabile”.
Un’attenzione alla qualità e alla purezza del prodotto che la Ferrari Farm applica a tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione alla trasformazione dei prodotti in confetture e conserve, spezie e verdure sott’olio, pesto, omogeneizzati e passate che l’azienda esporta anche in Germania e Gran Bretagna. “Una volta a settimana entriamo nelle serre e raccogliamo i pomodori, seguendo un processo di vestizione degno di una sala operatoria ed utilizzando speciali contenitori che non contaminano i prodotti. A quel punto – conclude – inizia un processo di trasformazione completamente sottovuoto, un metodo che permette di mantenere la purezza e le proprietà organolettiche e nutrizionali dei nostri prodotti. E’ per questo che la nostra confettura di mele è di un giallo intenso e la nostra passata di pomodori rosso fuoco”. E il sapore, fidatevi di noi, è eccezionale.

REVISIONI AUTO – Nuova richiesta di confronto con il Ministero dei Trasporti

Ministero dei Trasporti tace, ma i Revisori Auto di Anara Confartigianato Autoriparazione non si arrendono e tornano alla carica sollecitando un confronto con i rappresentanti del Dicastero sui temi delle tariffee dell’attuazione della Direttiva europea sulle revisioni.

La richiesta di incontro, firmata da Confartigianato e da Cna e Casartigiani, è stata inviata ad Alberto Chiovelli, Capo Dipartimento per i Trasporti della Direzione Generale Motorizzazione del Ministero. La sollecitazione espressa dai vertici di Anara Confartigianato riguarda la necessità di concordare l’applicazione delle nuove norme europee, costruire regole più efficaci e maggiori controlli per potenziare qualità e professionalità dei centri di revisione, combattere abusivismo e concorrenza sleale, procedere alla revisione delle tariffe. Senza risposte a queste che Anara Confartigianato considera priorità, le imprese di revisione auto non saranno più in grado di assicurare la continuità del servizio, con il rischio di disagi per gli automobilisti.

STUDI – Nell’economia ibrida il 15,2% delle reti di impresa coinvolge un’impresa digitale. Propensione alla collaborazione in rete delle imprese digitali è tre volte la media

La crescente digitalizzazione dell’economia italiana si accompagna con un ampliamento della domanda di servizi da parte di imprese e famiglie, stimolando l’offerta e, quindi, anche la demografia di impresa. Di conseguenza crescono le imprese artigiane digitali: come evidenziato da una nostra recente analisi, dell’1,0% nell’ultimo anno e dell’11,8% in cinque anni. Inoltre le imprese digitali interagiscono maggiormente in reti con altre imprese. L’analisi settoriale dei dati disponibili a maggio 2017 sui 3.697 contratti di rete che coinvolgono 18.556 imprese evidenzia una maggiore propensione alla collaborazione in rete delle imprese digitali: a fronte di una media di 30,7 imprese con contratti in rete ogni 10.000 imprese registrate, l’incidenza nei Servizi digitali sale a 88,7 imprese ogni 10.000 imprese registrate, davanti a Manifatturiero (70,3), Agricoltura (40,7), Servizi non digitali per le imprese (40,3), Servizi alle persone (30,4), Costruzioni (20,8) e Commercio e riparazione (12,1).

Le reti in cui partecipano le imprese dei Servizi digitali rappresentano il 15,2% del totale e sono generalmente più ampie, con una dimensione media di 6,3 imprese partecipanti per rete, quasi una unità in più rispetto ai 5,4 delle reti in cui non sono presenti imprese digitali.

Con chi collaborano in rete le imprese digitali? Prevalgono le collaborazioni con aziende che operano nei Servizi alle imprese: nelle reti in cui sono presenti, le imprese digitali sono il 27,7% del totale e mostrano una maggiore interazione con i Servizi non digitali per le imprese, presenti per il 29,3% del totale, oltre otto punti rispetto al 21,2% rilevato nelle reti senza imprese digitali; alla maggiore presenza di imprese del terziario corrisponde una più bassa quota del Manifatturiero esteso (15,8% rispetto 24,0% delle reti senza imprese digitali), del Commercio (7,0% vs. 10,1%) e delle Costruzioni (5,6% vs. 9,8%).

All’evoluzione dei mondi digitali è dedicato il quarto capitolo del 12° Rapporto presentato all’Assembla di Confartigianato. Clicca qui per scaricarlo.

TERNI – Inaugurato ‘Punto evoluto Artigiancassa’, credito su misura per artigiani e piccole imprese

Confartigianato Imprese Terni ha organizzato il 4 luglio, una tavola rotonda sui temi del credito per le imprese del territorio e un particolare focus sull’importanza della consulenza finanziaria nelle strutture associative in un contesto di difficile erogazione dei finanziamenti, soprattutto agli artigiani e alle piccole imprese.

Il confronto si è svolto attraverso gli interventi di Mauro Franceschini, Presidente di Confartigianato Imprese Terni; Fabio Banti, Presidente Artigiancassa; Marco Tarantola, Vice Direttore BNL; Cesare Fumagalli, Segretario Generale Confartigianato Imprese; Luigi Rossetti, Direttore Regionale Sviluppo Economico e Attività Produttive e Marco Tili,Direttore Gepafin spa.

Dalle numerose riflessioni della tavola rotonda sono emerse la necessità da parte delle imprese di rinsaldare il rapporto tra banche e mondo produttivo, anche attraverso soluzioni, prodotti e servizi in grado di assistere più da vicino le aziende con un rapporto in grado di rispondere sempre più in modo mirato e puntuale alle esigenze degli imprenditori.

La risposta immediata a tali esigenze è arrivata al termine della tavola rotonda con l’inaugurazione di un nuovo punto evoluto Artigiancassa proprio accanto agli Uffici dell’Associazione.

Un simbolo, ma anche un passo concreto per raggiungere le imprese e le persone con servizi tradizionali e ad hoc attraverso un’assistenza specializzata di supporto allo sviluppo e al business delle imprese.

STUDI – Crisi dei migranti e sicurezza, nuove sfide per l’Europa. In Italia nel 2017 sbarchi +19,4%, 4,6 miliardi di spesa per accoglienza. In Italia un occupato su dieci è straniero

Nella riunione informale dei ministri della giustizia e degli affari interni di giovedì prossimo si discuterà di migrazione, fenomeno in forte accelerazione negli ultimi mesi. In Italia da inizio anno ad oggi, 4 luglio, sono sbarcati 85.170 migranti, con una crescita del 19,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, con una media di 460 migranti sbarcati ogni giorno.

La crisi dei migranti e il terrorismo hanno determinato uno spostamento della domanda dei cittadini europei dai temi economici verso queste nuove emergenze, mentre le Istituzioni europee sono ancora alla ricerca di una efficace sintesi per gestire il fenomeno migratorio ed impostare una politica di difesa comune europea. La difficoltà di esprimere politiche efficaci nei confronti di queste nuove sfide si interseca con una profonda crisi di fiducia nei confronti dell’esecutivo europeo avviata con lo scoppio della crisi dei debiti sovrani e che non ha visto una inversione di tendenza con l’adozione delle regole europee del Fiscal compact nel 2012.

La gestione dell’emergenza migranti ha rilevanti ricadute sul bilancio pubblico nel nostro Paese: per il 2017 la spesa per soccorso in mare, accoglienza, sanità ed istruzione, in uno scenario di crescita, è stimata pari a 4.609 milioni di euro, pari allo 0,27% del PIL.

Secondo l’ultimo confronto internazionale disponibile in Italia la componente straniera è il 10,7% del totale dell’occupazione tra 15-64 anni, quasi 3 punti superiore alla media del 7,8% dell’UE 28. L’analisi per territorio evidenzia che nel Nord Est la quota di lavoratori stranieri (in questo caso sono disponibili i dati per gli occupati di 15 anni ed oltre) è dell’11,3%, davanti al 10,9% del Centro e al 10,4% del Nord Ovest; a distanza il Mezzogiorno dove la quota di occupati stranieri si dimezza (5,2%) rispetto alle altre aree del Paese.

Come evidenziato da una nostra recente analisi, è salito il peso della componente straniera nell’imprenditoria artigiana che nel 2016 arriva al 13,6% delle imprese.

Un approfondimento nel 12° Rapporto presentato all’Assemblea di Confartigianato “Piccola impresa, tradizione che ha futuro. Clicca qui per scaricarlo.

MEZZOGIORNO – Per sviluppo Sud più sostegno a sistema imprese

Il permanere dei nodi strutturali che caratterizzano gran parte delle aree meridionali, contribuendo ad ampliare il gap con il resto d’Italia, rende sempre più urgente l’individuazione di una politica economica idonea a rilanciare lo sviluppo produttivo e a riavviare processi di crescita virtuosi del Mezzogiorno, a partire dalla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti in ciascun ambito locale. E’ questa in sintesi la richiesta espressa oggi da Rete Imprese Italia nel corso di un’audizione sul Dl Mezzogiorno presso la Commissione Bilancio del Senato.

Come già più volte sostenuto – si legge in un comunicato – Rete Imprese Italia crede che lo sviluppo e l’occupazione del Sud debba passare dallo sviluppo del suo sistema imprenditoriale formato da imprese artigianali, turistiche, commerciali, dei trasporti e della logistica, potenziando tutta la filiera dei servizi, soprattutto alle persone. Per questo Rete Imprese Italia condivide la scelta del Governo di mettere a sistema alcune misure per favorire lo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno, soprattutto per il sostegno al sistema imprenditoriale. Infatti, con il decreto legge sul Mezzogiorno, il governo dà seguito al provvedimento adottato a dicembre 2016 con il quale sono state introdotte alcune norme in tema di ambiente, credito di imposta agli investimenti, e di sanità. Ed è apprezzabile che con questo provvedimento si pongano le basi, anche con significative risorse aggiuntive, per incentivare la nuova imprenditorialità giovanile, per l’istituzione di zone economiche speciali (ZES) con l’obiettivo di rilanciare il sistema logistico nazionale e favorire l’integrazione tra porti e imprese e proporre una serie di misure di semplificazione e velocizzazione degli investimenti pubblici e privati.

Tuttavia, la prevista misura denominata “Resto al sud” che mira a creare nuova imprenditorialità – circa 100.000 nuove imprese potenziali – prevede sì delle agevolazioni ma, di fatto, esclude dai destinatari di questi incentivi settori importanti e trainanti dell’economia come il turismo, il commercio e i liberi professionisti, con il rischio di impedire il conseguimento di quell’obiettivo ambizioso.

Rete Imprese Italia ritiene, inoltre, ancora insufficiente lo sforzo del governo per il sostegno al sistema turistico dell’area meridionale, settore volano per la crescita del tessuto produttivo. Nel provvedimento mancano, infatti, misure ad hoc a supporto dello sviluppo ed ammodernamento delle imprese del Mezzogiorno operanti nei diversi comparti, dalla ricettività alla ristorazione ed intrattenimento, fino alla intermediazione dei servizi turistici e alla nautica da diporto. Misure più che mai opportune per un’area che, seppur posizionata al centro del Mediterraneo, resta paradossalmente tra le meno intensamente valorizzate a scopo turistico.

Infine, sulle misure per l’occupazione, Rete Imprese Italia ritiene necessario che vengano chiarite le modalità di coinvolgimento dei fondi interprofessionali per la destinazione delle risorse per il finanziamento di programmi di riqualificazione e di ricollocazione per i disoccupati evitando solidarietà improprie in quanto tali fondi sono destinati esclusivamente al finanziamento di programmi di formazione per i lavoratori dipendenti.

ANTENNISTI – Al via collaborazione con Tv2000 per la gestione del cambio di frequenza

Confartigianato Impianti e l’emittente Tv2000 insieme per accompagnare i telespettatori nel cambio di frequenza del canale. Un passaggio tecnico obbligatorio per l’emittente, che sta investendo in una campagna informativa sulla nuova frequenza. Il canale resterà lo stesso, il 28. Per aiutare i cittadini in difficoltà per la gestione del cambio di frequenza sul proprio televisore, Tv2000 ha chiesto aiuto agli antennisti di Confartigianato, per risolvere un problema frequente in molti condomini, che spesso richiede l’intervento di un antennista qualificato, come ha spiegato il Presidente degli Antennisti di Confartigianato, Claudio Pavan, alla trasmissione televisiva Attenti al lupo“Nel momento in cui sul canale 28 apparirà una scritta che segnala la mancata sintonizzazione, i cittadini dovranno semplicemente aggiornare l’elenco dei canali sul televisore – ha spiegato il Presidente Pavan – Se manca la nuova frequenza che ospiterà Tv2000, però, bisognerà avvisare l’amministratore che, a sua volta, contatterà uno dei nostri antennisti qualificati per risolvere il problema”.
Confartigianato Impianti ha messo a disposizione di TV2000 e dei cittadini che ne avranno bisogno una capillare rete di impiantisti in tutta Italia, per aiutarli nel passaggio di frequenza dell’emittente televisiva.

PREVIDENZA – Inps e Inail tornino a guida collegiale. Confartigianato in audizione alla Camera

Inps e Inail devono tornare sotto la guida collegiale del Presidente e del Consiglio di amministrazione per assicurare maggiore controllo e trasparenza e disporre della pluralità di competenze necessarie alle decisione strategiche dell’azione amministrativa”. Sono le indicazioni espresse da Cesare Fumagalli, Segretario Generale di Confartigianato, intervenuto oggi in audizione presso la Commissione Lavoro della Camera sulle proposte di legge di riforma della governance degli Enti previdenziali pubblici. 
Fumagalli si è detto favorevole a potenziare il ruolo dei rappresentanti di imprese e lavoratori, principali interlocutori di Inps e Inail, e ha sottolineato la necessità di un organo di indirizzo strategico e vigilanza composto da rappresentanti espressi dalle parti sociali maggiormente rappresentative a livello nazionale. Questo – ha spiegato – con l’obiettivo di rafforzare il modello duale incentrato sulla separazione tra le funzioni di indirizzo politico-strategico, svolte dall’organismo di rappresentanza delle parti sociali, e quelle di amministrazione e di gestione. La rappresentanza dei comparti produttivi dovrà essere paritetica rispetto a quella dei lavoratori dipendenti, così come il presidente dell’organismo di indirizzo e vigilanza dovrà essere eletto tra qualsiasi rappresentanza del Consiglio di vigilanza.
Per quanto riguarda il direttore generale, secondo Fumagalli è importante conservarne la figura come organo dell’ente, al fine preservarne l’autonomia e la trasparenza nello svolgimento di un’attività di natura esclusivamente tecnica ma anche molto complessa e delicata per il buon andamento dell’ente.
Inoltre, il Segretario Generale di Confartigianato condivide la delega al Governo per il riordino degli organi collegiali territoriali di Inps e Inail prevista dalle proposte di legge. Il criterio ispiratore della delega dovrà essere quello della razionalizzazione e dell’efficientamento, più che del mero risparmio di spesa, salvaguardando il ruolo di rappresentanza delle parti sociali nella gestione della propria tutela previdenziale. In proposito Fumagalli ha messo in guardia sui rischi che misure assunte con l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica provochino disagi per imprese e lavoratori e ottengano l’effetto opposto di incrementare i costi per la pubblica amministrazione.

STUDI – Manovra primavera disattiva il 17,9% degli aumenti IVA ma per 2018 rimangono 15,7 mld €. di interventi sulla spesa per evitare aumento pressione fiscale

Nelle scorse settimane il Parlamento ha approvato definitivamente la manovra di primavera, convertendo in legge, con modificazioni, il decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 (Legge 21 giugno 2017, n. 96). La norma prevede, tra l’altro, l’avvio della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia concernenti le aliquote dell’Iva e delle accise. Nel dettaglio per il 2018 viene attuata una correzione di 3.829 milioni di euro, per il 2019 di 4.363 milioni, per il 2020 di 4.088 milioni e per il 2021 di 3.679 milioni; mediamente l’intervento nel quadriennio ha disattivato il 17,9% degli aumenti previsti. Nonostante questo intervento, rimane ancora elevato l’aggiustamento di bilancio potenzialmente affidato ad un aumento dell’Iva e accise, con maggiori entrate per 15.743 milioni di euro nel 2018 e di 18.887 per il 2019. Le clausole di salvaguardia, lo ricordiamo, si attivano nel caso in cui la manovra di bilancio non reperisca risorse alternative in termini di minori spese, maggiori entrate ovvero con un incremento del disavanzo ottenibile con una maggiore flessibilità di bilancio.

Dopo le modifiche introdotte con il DL 50/2017, e senza ulteriori interventi legislativi, nel 2018 l’aliquota Iva del 10% salirebbe all’11,5% determinando maggiori entrate per 3.479 milioni di euro e l’aliquota Iva del 22% salirebbe al 25% con maggiori entrate per ulteriori 12.264 milioni. Nel 2019 si registrerebbe un aumento dell’Iva ordinaria dal 25% al 25,4% con maggiori entrate per 13.899 milioni ed un aumento delle accise di 350 milioni.  Il dettaglio degli effetti della correzione degli aumenti IVA previsti tra 2018 e 2021 all’interno del 12° Rapporto presentato all’Assembla di Confartigianato. Clicca qui per scaricarlo.

Come è possibile disattivare queste clausole, vera e propria spada di Damocle sul bilancio pubblico e proseguire nel percorso di riduzione della pressione fiscale? Oltre ad una maggiore flessibilità di bilancio, serve un intervento sullaspesa pubblica, sia in termini di quantità che qualità e in tal senso la politica fiscale italiana presenta ancora margini di azione. La manovra di primavera che ha corretto il bilancio 2018 per 3,1 miliardi di euro è per il 94,2% centrata su maggiori entrate mentre le minori spese influiscono per un limitato 5,8%. La stessa Legge di bilancio 2017 ha aumentato la spesa corrente di 5,4 miliardi di euro. Nonostante gli importanti risultati della spending review – minore spesa nel periodo 2014-2017 che nel 2017 ammonta a 29,9 miliardi di euro – la spesa corrente primaria (al netto degli interessi) nel 2017 cresce dell’1,5% rispetto ad un anno prima, ma vi sono spazi concreti per ridurre le uscite delle PA. Relativamente agli acquisti della PA il recente Rapporto pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal MEF pubblica la distribuzione dei prezzi d’acquisto di uno stent cardiaco di tipo DES praticati nel 2015 nelle varie regioni italiane, indicando che “sono riscontrabili differenze di prezzo di oltre il 300% anche all’interno della stessa regione. L’esempio rappresenta un fenomeno ricorrente che è stato accertato in tutte le categorie di prodotti o servizi analizzate“.

Sulla base di queste distribuzioni abbiamo stimato un prezzo medio che oscilla dal minimo del Veneto, con un valore di acquisto inferiore del 51% alla media nazionale, al massimo della Puglia, con un prezzo del 49,2% superiore alla media nazionale. Mediamente nel Mezzogiorno uno stent cardiaco costa quasi il doppio (+90,9%) rispetto alla media delle regioni del Nord est.

Inoltre la distribuzione della spesa evidenzia squilibri relativi alle infrastrutture e alla qualità dell’offerta dei servizi pubblici. In Italia la spesa corrente primaria è 19,8 volte la spesa per investimenti, rapporto ben più elevato del 16,0 registrato nella media Uem. Inoltre nonostante la spesa corrente primaria in Italia sia superiore di 1,4 punti alla media europea, solo il 23% dei cittadini italiani giudica buona la fornitura di servizi pubblici nel proprio paese, meno della metà del 52% della media europea – una delle tredici zavorre della crescita che Confartigianato ha segnalatonell’occasione dell’Assemblea annuale –  collocando l’Italia al 27° posto nella classifica europea in davanti solo alla Grecia.

TORINO – Al via il progetto LAB3 con 100 artigiani, designer, maker e Pmi

Ieri, in occasione del World Industrial Design Day – Giornata mondiale del disegno industriale, oltre 100 addetti ai lavori tra artigiani, designer, maker e PMI hanno partecipato alla sessione formativa del progetto LAB3, ideato da Camera di commercio di Torino, Confartigianato Torino Città Metropolitana, FabLab Torino e TURN Design Community.
Nato con l’obiettivo di incentivare lo scambio di saperi, la creazione di reti collaborative e l’innovazione dei processi, presso Torino Incontra (in mattinata) e FabLab Torino (nel pomeriggio) i partecipanti hanno potuto confrontarsi con alcune delle maggiori realtà internazionali del mondo della modellazione tridimensionale, reale e virtuale: grafica 3d, scansione 3d, produzione e stampa 3d. Rappresentanti di Replay ProtocubeAutodeskCreatrCreaform AmetecKuka e Digifab Turing hanno dapprima illustrato significative case study e successivamente tenuto un workshop per “far toccare con mano” gli ultimi ritrovati in termini di applicazioni hardware e software.

Ora il programma LAB3 entrerà nel vivo con una selezione rivolta agli addetti ai lavori che porterà all’organizzazione di gruppi di lavoro multidisciplinari. Tali gruppi, partendo da una ricerca progettuale avente come fine la prototipazione e la produzione, dovranno originare una serie di prodotti o servizi frutto dell’incontro di saperi del designer, del maker e dell’artigiano. Oggetti ibridi, dal manufatto tornito a mano con un inserto stampato in 3D, al prodotto realizzato artigianalmente rivisitato con una scheda programmata ad hoc e così via.

Tra tutti i risultati progettuali elaborati dai vari team di lavoro, una giuria di esperti ne selezionerà 10 per la realizzazione gratuita dei prototipi: questi ultimi saranno oggetto di una mostra che si terrà a Torino nel mese di ottobre, in occasione del WDO’S 30TH GENERAL ASSEMBLY. Tutti i gruppi di lavoro avranno comunque visibilità cartacea e digitale, attraverso la promozione delle informazioni essenziali sugli autori e sui concept realizzati, sia in occasione delle iniziative abbinate al WDO sia degli altri eventi espositivi sul territorio nazionale.

Tutti gli interessati, per partecipare, dovranno seguire tutti i punti indicati nel regolamento scaricabile dal sito www.turn.to.it/labcubeTermine ultimo per la consegna della documentazione necessaria all’iscrizione: mercoledì 12 luglio 2017, ore 12.

MODA – Il meglio della moda contemporanea firmata Confartigianato al White Man&Woman di Milano

Vetrina prestigiosa e di respiro internazionale per 15 aziende del settore moda simbolo di un artigianato contemporaneo ma fedele alla qualità della manifattura made in Italy. A White Man&Woman, in scena a Milano dal 17 al 19 giugno, le imprese artigiane di Confartigianato hanno catalizzato l’attenzione dei visitatori e hanno confermato che il futuro del fashion made in Italy è fatto di qualità e creatività, rispetto della tradizione mixato con la ricerca di soluzioni innovative.
Tutto questo porta la firma di Confartigianato che, grazie alla collaborazione con White, il principale salone italiano della moda, ha portato gli imprenditori associati ad una delle più importanti vetrine e ribalte internazionali del settore.

L’alleanza tra la Confederazione e White, siglata un anno fa, prevede un progetto dedicato proprio alla valorizzazione dei talenti artigiani della moda, dall’abbigliamento agli accessori. Nuove etichette emergenti, ma anche brand già affermati nei settori di punta di un made in Italy sempre più apprezzato sui mercati di tutto il mondo.

Artefice della collaborazione con White, è Giuseppe Mazzarella, delegato all’internazionalizzazione di Confartigianato: Il mondo della produzione italiana – sottolinea Mazzarella – è sostenuto dalle piccole imprese anche per i grani brand, le grandi firme. Noi stiamo lavorando per internazionalizzare sempre più le piccole imprese e vogliamo che le piccole imprese escano dai loro laboratori e si facciano conoscere dal mondo intero. Quale occasione migliore di White?”.

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